EVENTI IN CONTEMPORANEA
Le vie dell'Oriente

Rassegna del cinema asiatico
In occasione di "Le vie dell'Oriente" ed in concomitanza con il MIFED (Mercato Internazionale del Cinema e del Multimediale) non poteva mancare una Rassegna che presentasse il meglio della cinematografia recentemente prodotta in Asia.
Portare testimonianze e curiosità di popoli fuori dalla loro terra di origine, tramite una forma artistica altamente espressiva come quella del cinema, è un modo per stimolare il confronto con altre culture, inteso come scambio di tematiche intellettuali, ma anche di contenuti commerciali ed economici.
La Rassegna è un'importante occasione per promuovere un cinema ancora poco conosciuto al grande pubblico occidentale. È proprio in Asia che negli ultimi anni sono stati prodotti alcuni dei capolavori che hanno segnato la storia recente dell'arte del film ed una vetrina prestigiosa come quella milanese si rivela ideale per presentare il multiforme cinema orientale.
Il cartellone della rassegna propone una pluralità di generi, che spaziano dalla commedia allo storico, a testimonianza della ricchezza e del dinamismo della cinematografia asiatica contemporanea.
La rassegna si aprirà il 12 ottobre con una serata inaugurale. In questa occasione rappresentanti dell'industria cinematografica asiatica incontreranno le loro controparti italiane.
Cinema Gnomo,
Via Lanzone 30
12 - 17 ottobre
LISTA DEI FILM PRESENTATI ALLA RASSEGNA SUL CINEMA ASIATICO
INDIA
Dev
Teen Deewarein
Gangajal
Patalghar
CINA
I Love Beijing
On the Beat
For Fun
Someone Loves Just Me
DOCUMENTARIES:
Looking for a job in the city
Railroad Of Hope
HONG KONG Colour of the Truth
Three Going Home
Running on Karma
SINGAPORE
Chicken Rice War
I not stupid
Home run
TAILANDIA
Ong-Bak
My girl
The Overture
India
La magia dei colori e delle danze di Bollywood. L'intellettualismo dei film di Calcutta. Le avvincenti storie di Madras. Con più di 60 mila film prodotti in 70 anni, l'India è il più grande produttore mondiale. Bollywood, Tollywood e Kollywood i principali centri di produzione.
Le progressive contaminazioni occidentali e la diffusione della televisione hanno spinto produttori e registi alla ricerca di tecnologie sempre più avanzate e trame sempre più moderne e credibili. L'uomo comune si fa strada tra i supereroi del passato. Al povero contadino che si batte per conquistare la ricca e nobile ragazza, si sostituiscono uomini e donne alle prese con la vita cittadina di tutti i giorni.
Bollywood fa di Bombay la capitale incontrastata del cinema indiano. Un'alternanza di lunghi musical e crossover riflette la nuova anima indiana, che ai colori e alle musiche di questo magnifico continente unisce un gusto più spiccatamente occidentale.
Kollywood a Madras ha invece sempre puntato alla qualità della coreografia, regia, musica e recitazione. Mancano i classici pomposi set indiani e le varietà degli ambienti, a vantaggio di un maggior perfezionismo tecnico e interessanti trame.
Tollywood è un universo magico creato per il mondo del cinema, esteso su una superficie di oltre 400 ettari, in grado di riprodurre al suo interno ogni tipo di scenario e ambientazione.
Calcutta. Capitale culturale dell'India e città natale di Satyajit Ray, uno dei più grandi registi di fama internazionale. La cinematografia di Calcutta si ispira alle più belle favole e poesie bengali, risultando così meno commerciale e più introspettiva.
Hong Kong
A partire dagli anni '80, l'industria cinematografica di Hong Kong, grazie anche alla particolare mescolanza di una cultura ibrida, ha via via guadagnato in popolarita' sulla scena mondiale. Negli anni '90 i suoi films, con le sue stelle ed i suoi registi, erano gia' esportabili in occidente. La ragione del successo del cinema di Hong Kong, sta nella cultura stessa della citta', che si trova al crocevia di due fra le maggior civilta' e delle loro rispettive reti: quella di lingua inglese e la cultura cinese. E' proprio questo contesto che ha reso facile al cinema di Hong Kong di superare il mercato locale e di raggiungere un pubblico ben piu' vasto, influenzato profondamente da entrambe le culture.
Negli anni '80 e in queli '90 il cinema di Hong Kong ha prodotto tutta una serie di film di grande valore. Ha fatto si' che idoli di proiezioni mattutine quail, fra gli altri, Chow Yun-Fat, Jackie Chan and Maggie Cheung potessero reinventare, con stile, i loro generi, riuscendo normalmente ad avere la meglio sull'industria dei sogni di Hollywood, grazie a direttori quali Woo, Ann Hui, Stanley Tong, and (il preferito di Quentin Tarantino) Kar-Wei Wong.
Come tutti gli altri films nazionali, comunque, la cinematografia di Hong Kong ha dovuto affrontare la sfida di Hollywood. Infatti, nonostante il successo degli attori e dei registi menzionati, per riuscire a sostenere la sua vivace industria cinematografica, e' essenziale per il cinema di Hong Kong attingere alle ricche risorse della Grande Cina (la Repubblica Popolare, Hong Kong, Taiwan e Macao) e riuscire altresi' a diffondere la sua influenza al di la' del suo limitato territorio.
Hong Kong e' ormai da tempo uno dei maggiori.centri di produzione cinematografica. La sua industria cinematografica e' infatti ormai una parte importante nell'economia della citta'. Essa rimane un mezzo ed una fonte di divertimento per milioni di persone.
Singapore
La giovanissima industria cinematografica di Singapore si é sviluppata negli ultimi dieci anni grazie alla creazione della prima -e fino a questo momento unica- casa di produzione del paese. Singapore é stato infatti l'unico paese del sud-est asiatico a non avere un'industria del cinema propria fino a molti anni dopo la sua indipendenza. Sebbene il numero dei film prodotti ogni anno non sia nemmeno paragonabile con la produzione cinematografica di Bollywood, Singapore ha prodotto recentemente lungometraggi che hanno riscontrato un buon favore di pubblico soprattutto nel mercato asiatico. Singapore si sta ritagliando un ruolo nei Festival in Europa e negli Stati Uniti, dove la critica ha ben accolto le sue produzioni, in particolare nel settore dei cortometraggi. Attraverso i corti, che possono essere realizzati con investimenti decisamente contenuti e pi ù facilmente esportabili, la giovane generazione dei registi di Singapore riesce almeno in parte ad eludere la rigida censura cui vengono sottoposte tutte le forme d'arte (non solo cinematografica) prodotte nella citt à e a proporre prodotti davvero creativi e di ottima qualit à .
Tailandia
Era l'anno 1927, quando la Bangkok Film diede vita alla locale industria cinematografica, lanciando il primo film muto diretto da un regista tailandese, Chok Sorng Chan. In Tailandia il cinema muto riscosse maggior successo di quello parlato fino a buona parte degli anni '60; nel '69 gli studi cinematografici tailandesi producevano ancora film muti in 16mm. Forse influenzati dai famosi film masala (letteralmente "miscuglio") indiani - divenuti molto popolari a Bangkok dopo la seconda guerra mondiale - le società cinematografiche si prodigavano nella produzione di pellicole che combinavano le storie d'amore con la commedia, il melodramma e l'avventura.
Nonostante il successo iniziale, l'industria cinematografica tailandese scomparve quasi del tutto negli anni '80 e '90, sommersa dalla spettacolarità della produzione hollywoodiana e da un'epoca di enorme successo per qualsiasi prodotto di importazione.
Il momento attuale, però, può contare su una nuova generazione di registi tailandesi decisamente capaci, molti dei quali hanno studiato all'estero durante il periodo del boom cinematografico della fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90.
Di recente l'impegno dei registi si è dimostrato talmente incoraggiante da indurre i critici a parlare di una "nouvelle vague" tailandese. Lasciando da parte le mielose soap opera del passato, i registi di oggi dimostrano di propendere per opere improntate a un coraggioso realismo, all'innovazione artistica e al rafforzamento dell'identità nazionale.
Cina
La storia del cinema cinese, con alle spalle ormai un secolo di vita, e' stata caratterizzata da alcune "epoche d'oro", come gli anni '30, la fine di quelli '40, gli anni '80 ed il periodo intorno al 1995.
Anche se in mezzo alle difficolta' legate alle riforme di mercato, alla censura imposta dal governo e alla crescente presenza di Hollywood, i produttori cinematografici della Repubblica Popolare Cinese continuano ad essere centro di attenzione a livello mondiale, grazie alla creativita' delle loro opere.
Guardando a ritroso, le fasi piu' produttive e prospere nello sviluppo della cinematografia in Cina, hanno coinciso con il periodo caratterizzato da un acuto senso di crisi sociale. Si trattava di crisi determinate dalla disintegrazione del vecchio ordine e della struttura produttiva precapitalistica, a conduzione familiare, di fronte alla progressiva influenza occidentale.
Il cinema cinese ha raggiunto i suoi vertici quando ha riposto alla crisi, partecipando attivamente ai movimenti di rivoluzione sociale. Le pellicole di estrema sinistra degli anni '30 e '40 sono una dimostrazione di quanto appena detto.
Anche se si dice che questi classici sono il risultato dell'intervento politico dei comunisiti cinesi che operavano in segreto a Shanghai, molti di essi non hanno mai rivelato il dogmatismo ideologico e il diktat morale, che ha invece caratterizzato le produzioni, spesso degli stessi registi, nel periodo successivo alla rivoluzione.
Attingendo alla narrativa tradizionale della letteretura cinese e al meglio che il cinema mondiale potesse loro offrire, come i prodotti del cinema sovietico degli anni '20 ed i films degli espressionisti tedeschi e quelli dei populisti Americani degli anni '30, questi registi di estrema sinistra hanno avuto un ruolo importante nel formare una coscienza radicale e nell'incoraggiare il pubblico a prendere parte attiva nel processo reale di trasformazione sociale. Queste sono state le qualita' che hanno reso questi films tipici di una avant-guard e popolari allo stesso tempo.
Negli ultimi 15 anni, il Cinema cinese si e' ormai assicurato un posto nella casa del circuito internazionale dell'arte e come oggetto di studio primario nei circoli degli studiosi di cinematografia.
Scritti in inglese sul materiale sono limitati ed anche il numero di films in circolazione. Nonostante questo il Cinema cinese comprende una vasta gamma di materiale proveniente da industrie locali nella Repubblica Popolare Cinese come pure ad Hong Kong e a Taiwan (Repubblica di Cina). Si tratta piuttosto di dare uno sguardo di insieme per poi prendere in considerazione diversi argomenti.
L'avvenimento piu' emozionante nel cinema cinese contemporaneo e' stato l'apparire, nei primi anni '80, della Quinta Generazione di registi.
Formatisi all'Accademia Cinematografica di Pechino riaperta dopo la Rivoluzione Culturale, questi giovani artisti hanno avuto la possibilita' di produrre films nei piccoli studi delle Provincie interne della Cina. Essi hanno dato un enorme contributo alla modernizzazione del cinema cinese. Grazie anche all'appoggio ricevuto da registi di mezza eta', hanno dato vita a quella che e' oggi nota come 'La nuova onda cinese".
Il loro e' un cinema ormai famoso per la sua inventiva, per la capacita' di riappropiarsi della ricca eredità culturale del Paese, per il desiderio di affrontare problematiche sociali, per il suo tipico approccio allo stile di fare films e per la creazione di un nuovo linguaggio cinematografico. |